Presentati i dati sui flussi turistici degli ultimi cinque anni. Al centro del confronto la conoscenza del territorio, i nuovi profili dei viaggiatori e la necessità di costruire una destinazione integrata, capace di valorizzare paesaggio, borghi, agricoltura e identità locali
Mascalucia – Nasce l’Osservatorio Turistico territoriale del GAL Etna Sud, uno strumento strategico destinato a rafforzare la conoscenza del fenomeno turistico e a sostenere la programmazione dello sviluppo locale. L’istituzione e l’inaugurazione dell’Osservatorio si sono svolte alla presenza degli operatori turistici dei Comuni appartenenti all’area del GAL, presso Villa Buscemi, nella Sala Palmento, in corso San Michele a Mascalucia. L’incontro è stato trasmesso in diretta sul canale YouTube del GAL Etna Sud.
L’iniziativa rappresenta un passaggio significativo per un territorio caratterizzato da un patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale ed enogastronomico di grande valore, nel quale il turismo può diventare una leva concreta di crescita economica, occupazione e valorizzazione delle comunità locali.
Ad aprire i lavori è stato il direttore del GAL Etna Sud, Nino Paternò, che ha portato i saluti del Consiglio di amministrazione. È seguito l’intervento di Luciano Rapisarda, esperto di turismo, che ha presentato i dati statistici relativi ai flussi e alle presenze turistiche nei Comuni dell’area GAL, prendendo in esame gli ultimi cinque anni. Un’analisi utile per comprendere l’andamento del settore, individuare eventuali criticità e riconoscere le opportunità di sviluppo.
Il giornalista e scrittore Mario Liberto ha quindi approfondito il tema dei nuovi turismi e delle generazioni di viaggiatori, illustrando le principali caratteristiche dei diversi segmenti della domanda. Il turista contemporaneo, infatti, non cerca soltanto una destinazione da visitare, ma sempre più spesso esperienze autentiche, relazioni con le comunità, contatto con la natura, conoscenza delle tradizioni e occasioni per scoprire la cultura materiale dei luoghi.
In questo scenario, il turismo rurale, l’enogastronomia, il trekking, il cicloturismo, le esperienze legate all’agricoltura e la scoperta dei borghi possono contribuire a costruire un’offerta diversificata, capace di intercettare motivazioni di viaggio differenti e di distribuire le presenze lungo tutto l’anno.
A seguire, Antonella Scarcipino, presidente di Travel&Stay, ha illustrato lo stato del turismo nel territorio, contribuendo al confronto sulle condizioni attuali del comparto e sulle prospettive di crescita.
L’incontro è proseguito con un ampio dibattito, al quale hanno preso parte diversi operatori turistici. È stato inoltre richiamato il punto di vista istituzionale attraverso l’intervento Ezio Mannino in rappresentanza dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea.
L’Osservatorio: conoscere per programmare
L’istituzione dell’Osservatorio Turistico Etna Sud, voluto dal direttore del Gal Nino Paternò, assume particolare rilevanza perché introduce una prospettiva di lavoro fondata sulla raccolta e sull’analisi delle informazioni. Conoscere i flussi, comprenderne le dinamiche e individuare le caratteristiche dei visitatori significa disporre di strumenti indispensabili per programmare gli interventi e valutare nel tempo i risultati delle strategie adottate.
Non basta, infatti, sapere quanti turisti arrivano in un territorio. È necessario comprendere da dove provengono, quanto si fermano, quali esperienze cercano, quali servizi utilizzano e quali motivazioni li spingono a scegliere una determinata destinazione. Altrettanto importante è analizzare la distribuzione stagionale delle presenze, la capacità ricettiva, la mobilità e il rapporto tra visitatori e comunità residenti.
Per le aree rurali e interne, queste informazioni possono risultare decisive. Accanto ai dati ufficiali sulle strutture ricettive, occorre considerare, ove disponibili, anche le escursioni giornaliere, i flussi legati agli eventi, le esperienze naturalistiche e le attività enogastronomiche. L’integrazione delle fonti, nel rispetto delle regole di raccolta e tutela dei dati, permette di ottenere una lettura più completa del fenomeno turistico.
I nuovi turismi e il valore delle identità locali
Il turismo sta attraversando una fase di trasformazione, ha detto Mario Liberto. “Accanto ai modelli tradizionali si affermano viaggiatori interessati alla sostenibilità, alla qualità delle esperienze, al benessere, alla cultura del cibo e alla conoscenza diretta dei territori. È una domanda che può incontrare le straordinarie risorse dell’area Etna Sud: il paesaggio vulcanico, la biodiversità, i percorsi naturalistici, i centri storici, le produzioni agricole, le tradizioni gastronomiche e il patrimonio culturale diffuso.
La sfida consiste nel mettere in relazione queste risorse, superando una promozione frammentata e costruendo itinerari capaci di collegare più Comuni, imprese e attrattori. Un’escursione può diventare l’occasione per conoscere una produzione agricola; una visita a un borgo può integrarsi con un’esperienza gastronomica; un soggiorno può trasformarsi in un percorso alla scoperta delle tradizioni e del paesaggio.
In questa prospettiva, l’agricoltura non è soltanto un settore produttivo, ma anche una componente essenziale dell’identità territoriale e una risorsa per il turismo esperienziale. Il paesaggio agrario, i prodotti locali e il sapere degli agricoltori possono diventare elementi distintivi dell’offerta, purché siano valorizzati attraverso progetti coerenti, servizi adeguati e una collaborazione effettiva tra gli operatori”.
Una rete territoriale per superare la frammentazione
Per Nino Paternò: “L’Osservatorio può assumere un ruolo importante anche nel rafforzamento della collaborazione tra amministrazioni comunali, imprese ricettive, agriturismi, aziende agricole, ristoratori, guide turistiche, operatori del trasporto e associazioni.
La condivisione delle informazioni può favorire la costruzione di reti commerciali e professionali, facilitando l’incontro tra domanda e offerta e creando opportunità di collaborazione anche tra imprese vicine. La presenza di più strutture ricettive, per esempio, non deve essere necessariamente interpretata soltanto in termini di concorrenza: può diventare un’occasione per scambiarsi informazioni, indirizzare gli ospiti verso servizi complementari e ampliare le possibilità di soggiorno.
Il GAL, per la sua natura di soggetto orientato allo sviluppo locale e alla cooperazione territoriale, può favorire questo processo, mettendo in relazione gli attori pubblici e privati e promuovendo una visione condivisa della destinazione.
L’Osservatorio, tuttavia, non dovrà limitarsi alla produzione di statistiche. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di trasformare i dati in indicazioni operative, rapporti periodici, analisi dei mercati e strumenti utili alle imprese e alle amministrazioni. Sarà importante, inoltre, valutare nel tempo gli effetti delle iniziative di promozione e degli eventuali investimenti sul sistema economico locale”.
Per Luciano Rapisarda: “La nascita dell’Osservatorio Turistico territoriale segna dunque un punto di partenza. La sua funzione strategica sarà quella di accompagnare il territorio in un percorso di conoscenza, programmazione e collaborazione, mettendo a disposizione degli operatori strumenti per interpretare i cambiamenti della domanda e individuare nuove opportunità.
L’area del GAL Etna Sud possiede le risorse per sviluppare un modello turistico fondato sull’integrazione tra natura, cultura, agricoltura, gastronomia e accoglienza. Per farlo, occorre superare la logica delle singole iniziative e costruire un sistema nel quale ogni Comune e ogni impresa possano contribuire a un progetto comune.
L’Osservatorio può diventare la bussola di questo percorso: uno strumento per conoscere il presente, programmare il futuro e trasformare le potenzialità del territorio in opportunità concrete per le imprese e le comunità locali. Perché il turismo non è soltanto un flusso di visitatori, ma una relazione tra persone, paesaggi, produzioni e culture”.
Su queste nuove prospettive l’Osservatorio assume una risposta fondamentale al turismo delle aree rurali. Ed è proprio da questa relazione che può nascere uno sviluppo durevole, capace di valorizzare l’identità dell’Etna Sud e di renderla riconoscibile come destinazione turistica integrata.
Sarebbe anche auspicabile che altri GAL possano istituire il proprio osservatorio turistico per costruire itinerari e gestire una nuova visione e cogliere le opportunità dell’overtourism.




